Quella fretta di star bene che ci fa stare male

Nel mio lavoro, ma anche nei miei rapporti personali, mi trovo spesso a confrontarmi con persone che volentieri si tolgono la maschera. Persone apparentemente solari, sorridenti e attive, con cui mi ritrovo a condividere un vissuto personale di forte malessere e profonda solitudine, anche se, nella realtà dei fatti, sole non sono. Ascoltandole mi accorgo di quanto dolore nascondano dietro a quel contagioso sorriso che usano, in maniera a parer mio molto saggia, per procurarsi quella vicinanza dell’ altro, di cui sentiamo tutti il bisogno.

La maschera sorridente, che loro per primi criticano, è funzionale a non isolarsi del tutto, a dimenticarsi per un po’ quello che li tormenta e che ritrovano spesso la sera, al momento – speriamo – di addormentarsi. Non mi sento di demonizzare quella maschera, anche se credo di averlo fatto a lungo, credendo di preferire i “musoni”, perché più coerenti, alle persone sempre allegre. Per cui, ribadisco, il sorriso, anche se falso, funziona.

Ricerche scientifiche hanno dimostrato che il semplice fatto di tenere tra i denti una matita, atteggiando in questo modo i muscoli del viso alla stessa morfologia del sorriso, comporta una serie di modificazioni psicofisiologiche e produce uno stimolo a livello ormonale che muta il nostro atteggiamento interiore da imbronciato a benevolo.

Questo vuol dire che sorridendo, oltre ad avvicinare gli altri, facciamo del bene anche a noi stessi.

La situazione si complica quando questa “maschera”, non è più qualcosa che scegliamo di indossare a seconda dei momenti che ci troviamo ad affrontare con gli altri, ma l’unica possibile. Allora diventa una prigione, la famosa “maschera di ferro” dietro la quale urla un ergastolano disperato.

Ognuno di noi ha bisogno di vivere e sperimentare il proprio dolore, ma, soprattutto, di condividerlo. Molti di noi, invece, si ritrovano intrappolati nell’illusione che continuando a sorridere passerà e, purtroppo, ad aspettare che passi e, constatando che non passa, a domandarsi ogni giorno quando passerà, cosicchè l’attesa diventa fretta e la fretta, tormento.

È importante che questo dolore, che sia dovuto a un brutto voto a scuola, a un cuore infranto, a un lutto o a una malattia, sia comunicato, sia accolto da qualcuno pronto a cullarlo per un po’ e a restituircelo con dolcezza, quando si sia calmato. Per cui ascoltiamoci, gente, guardiamoci. Diamoci la possibilità di toglierci la maschera per poter arrivare a condividere una vera risata di cuore.

Questa voce è stata pubblicata in angoscia, ansia, appartenenza, depressione, lutto, psicologia, psicoterapia, separazione, teatro, terapeutico. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Quella fretta di star bene che ci fa stare male

  1. francesca ha detto:

    AH AH AH cominciamo allora con un sincera risata di cuore perchè quando ci alziamo la mattina possiamo decidere di pensare a tutto quello che di faticoso ci aspetta nella giornata o al fatto che siamo ancora vivi e alle cose belle che abbiamo. Qualcuno ha detto che per ogni cosa brutta che ci capita ce ne sono 100 belle che però non riconosciamo….e questa sarebbe una bella esercitazione quotidiana. Il dolore poi va attraversato, sperimentato, “goduto” altrimenti non saremo neppure capaci di GODERCI DAVVERO le gioie della vita. Forza, cominciamo a fare l’elenco delle cose positive e lasciamo che chi ci vuol bene possa accompagnarci piangendo o sorridendo con noi a seconda delle circostanze, Gli altri, gli amici, i nostri cari sono il regalo più prezioso che possiamo farci, “non li sprechiamo”.

    • giada ha detto:

      e permettiamoci di star male e di farlo vedere! basta essere per forza belli e sorridenti e affascinanti e spiritosi e divertenti. Lasciamo un posto anche per il dolore e per il lutto e per l’infelicità perchè c’è un tempo per ridere e un tempo per piangere, un tempo per nascere e un tempo per morire.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...