Una risposta a “E che altro è il timore del bisogno se non bisogno esso stesso?”

  1. Uriele ha detto:

    Un argomento difficile e spinoso perchè rasenta l’incerto limite tra normalità e patologia dei comportamenti e del sentire quotidiani. Dipendenza e bisogno di dipendenza sono “normali” per le persone se non esondano da certi limiti. E’ appunto una questione di dose, come (riferiscono) scriveva Ippocrate a proposito dei veleni che soleva somministrare come farnaci.Penso che il cuore dell’eventuale problema sia da ricercarsi nel senso di identità di una persona. Se questa, l’identità, è ben strutturata, forte e autonoma non rischia di essere travolta dalla relazione di dipendenza. Viceversa un’identità debole, che delega sé stessa alle conferme dell’altro è inevitabilmente esposta al rischio di sofferenza patologica. Ma, d’altro canto, l’identità come la coscienza per Pirandello “non è fortezza ma piazza”. Un’identità non confermata dai riferimenti importati ma che si conferma da sè stessa non differisce dall’autismo. Allora qual’è la causa e quale l’effetto? Mi verrebbe da pensare che sia dalla qualità della relazione che emerge l’equilibrio.

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