L’angoscia dei piccoli

Qualche giorno fa’ un bambino di mia conoscenza è venuto a farmi una domanda che mi ha colto di sorpresa. Ha quasi nove anni e vuole sapere come fare a liberarsi dell’angoscia del futuro che lo sta tormentando, in questo periodo.

Mi prende un senso di tenerezza infinito, faccio sedere il bimbo sulle mie gambe e comincio a chiedergli nei dettagli cosa lo spaventa. Parliamo della vita e della morte e ci chiediamo cosa ci sia dopo. Forse la cosa più semplice è osservare il ciclo della natura, ma, mi chiede il bambino, come facciamo a sapere se il fungo, che diventa spora ecc.ecc. per poi rinascere, non si rende conto di questo e ne sia felice o triste oppure angosciato anche lui.

È vero, non lo possiamo sapere. Il senso di angoscia che attanaglia anche noi adulti, qualora ci soffermiamo a sentire la precarietà di questa nostra esistenza e l’aleatorietà della sua durata, è un dato di fatto, non c’è scampo.

La sorte, comunque, ci ha fatto venire al mondo non come funghi, ma come esseri umani, e, in quanto tali, abbiamo tante risorse per scampare a questo senso di profonda oppressione che a volte ci attanaglia. La prima che mi viene in mente è la possibilità di muoversi. Muoverci per mettere l’acqua in un pentolino, accendere il gas e preparare una camomilla, muoversi per accendere la musica, muoversi per fare musica, muoversi per uscire, per comporre un numero di telefono, per ricomporre un puzzle, insomma, agire.

Atena, amica dell’uomo e una in se stessa, ci accompagna nell’azione ponderata. Atena, dea dell’Olimpo, archetipo della azione riflessiva, ci assiste nell’intraprendere piccole e grandi opere. Questa parte importante della nostra sfaccettata psiche ci aiuta a godere della nostra solitudine e di ciò che ne facciamo, come ha aiutato Ulisse nel lungo viaggio verso il suo ritorno a casa.

E poi, in fin dei conti, mi chiedo… che cos’è che ha favorito il sollievo di quel bambino, che se ne è andato sorridendo e ringraziandomi, il fatto che ne abbiamo parlato o il fatto che l’ho preso in braccio, siamo stati vicini e, dopo, abbiamo fatto un piccolo gioco?

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3 risposte a L’angoscia dei piccoli

  1. Giuggiola ha detto:

    In ogni caso agire….è proprio vero! Ma quando l’angoscia è così forte da paralizzarti non è facile….

  2. francesca ha detto:

    ogni bambino è uno specchio “magico” che pur di non deludere gli adulti è disposto ad assumersi le loro angosce…meditate gente, meditate!

  3. Uriel ha detto:

    Condivido il tuo finale. L’affetto guarisce e nutre.

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