Ansia mon amour

Image

Immaginiamo una persona che se ne stia tranquillamente nel presente, sul suo divano, a leggere o a guardare la tv. Un forte rumore improvviso la fa saltare dal divano, la sua frequenza cardiaca aumenta, come anche quella respiratoria, e, se avessimo lo strumento adatto ( o se è qualcuno facile a sudare), ci accorgeremmo che è modificata anche la sua conduttività cutanea. Questa persona, riscossa dalla sua quiete, si affaccia alla finestra per cercare di capire cosa è stato, vede un automobilista che scende dalla macchina per controllare la ruota e capisce che quel rumore era dovuto allo scoppio di una gomma. Gradualmente, ma abbastanza velocemente, i livelli di frequenza cardiaca, respiratoria e conduttività cutanea torneranno ai livelli base di normalità.

Questo esempio ci dimostra l’interazione che c’è tra il sistema nervoso centrale e le risposte periferiche del corpo: una volta che la corteccia prefrontale ha analizzato e riconosciuto il segnale esterno, invia imput inibitori alle strutture periferiche del corpo che reagiscono di conseguenza.

 La situazione si fa più complicata quando il segnale di allarme non proviene dall’esterno, come lo scoppio della gomma di una macchina, ma dall’interno. Cos’ è che all’improvviso fa scattare quelle risposte di attivazione corporee, ci fa battere forte il cuore, ci rende il tono muscolare estraneo a noi stessi?

La cosiddetta ansia libera segnala all’Io una condizione di pericolo che spesso non riusciamo a identificare ed è questa la cosa più terribile degli stati di ansia. Chi ne soffre di frequente forse dovrebbe cercare di prendere coscienza del motivo che lo rende preda di questi continui, incomprensibili, segnali di allarme. Ma, poiché dall’esempio precedente, così banale, abbiamo capito la precisione dell’interazione tra i diversi sistemi funzionali di quella meravigliosa “macchina” che è il corpo umano, possiamo anche pensare a delle soluzioni.

Se proprio non abbiamo voglia di strizzarci il cervello (o di farcelo strizzare) per capire la causa di questi sintomi, possiamo scegliere di agire, invece che sulla parte cognitiva, solo su quella respiratoria. I segnali inviati al resto dell’organismo hanno un effetto altrettanto utile.

Ecco un metodo semplice, economico e pressoché infallibile per superare i momenti d’ansia: respiriamo. Prestiamo attenzione all’aria che entra dal naso, scende nei polmoni fino alla pancia. Contiamo 4 tempi per inspirare e il doppio per espirare. Il segnale della ridotta frequenza respiratoria andrà al cervello e al cuore, e ai muscoli e alla pelle…è incredibile! Succede tutto da solo e in automatico! 

Ma perché tanta gente a cui lo suggerisco, o che già lo sa, non utilizza questo elementare trucchetto? 

Non sarà che siamo troppo affezionati al nostro batticuore?

Questa voce è stata pubblicata in ansia, Senza categoria. Contrassegna il permalink.

6 risposte a Ansia mon amour

  1. giuggiola ha detto:

    forse a volte è più facile crogiolarsi nell’ansia che riuscire a vincere la pigrizia per affrontarla…

  2. Giuppy ha detto:

    …A volte utilizziamo l’ansia come scusante per non voler affrontare le nostre problematiche, forse perchè non abbiamo coraggio o perchè ci piace rimanere con le vecchie convinzioni…Comunque il metodo del respiro è valido e gratis ;-). Grazie per i tuoi link.

  3. Uriel ha detto:

    Lessi una volta un bell’aforisma sulla nevrosi ansiosa: “La patologia ansiosa rende il soggetto simile a un torero che, bardato di tutto punto, se ne sta eretto al centro dell’arena, i muscoli tesi allo spasmo, la concentrazione su ogni singola parte del proprio corpo intesa ad ignorare il rumoreggiare della folla, lo scalpitare dei cavalli e le grida dei picadores, il respiro ritmato da ampie sospensioni, lo sguardo perso in un punto indefinito avanti a sé, l’attenzione focalizzata sulla mano che tiene la muleta e, soprattutto, sull’altra quella che stringe l’elsa, i nervi pronti a scoccare, solo che…. il toro non c’è!”
    A prescindere dalla loro inutilità pratica e dal senso di disagio che provocano alla parte consapevole di chi ne è vittima debbono essere comunque belle emozioni e si può capire perché pur se ripudiate a parole, nei fatti siano tanto care.

  4. francesca ha detto:

    l’ansia, a volte, può essere un modo per sentirsi meno soli

  5. Meilin ha detto:

    Non so…anche respirare, l’atto primario che ci rende vivi, quello più naturale, diventa pressochè impossibile quando la mente è obnubilata. Perchè se riesco a razionalizzare la ruota bucata non sempre la ragione riesce a infilarsi nelle pieghe dell’ansia quando il boato esplode dentro. O no?

    • noemicastorina ha detto:

      …mi pare che contare fino a 4, o fino a 8, lo sappiano fare anche i bambini di tre anni…e non mi sembra che siano esseri molto razionali…o no? NC

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...